La Storia della Casa

Il Room & Breakfast Corte Maggiore si trova in via Faentina 20 a Ravenna ed era la residenza di Augusto Torre, il più importante storico vissuto a Ravenna, di cui fanno fede i suoi numerosi manoscritti.

Augusto Torre, nato a Nicciano in Garfagnana, il 2 Agosto 1890, dopo un’intensa e operosa esistenza dedicata alla scuola e agli studi storici ci ha lasciato proprio in questa casa, nella sua Ravenna, dove risiedeva con la famiglia da molti anni.

Primogenito di ben 18 fratelli di una stessa madre, per potersi permettere gli studi se ne andò a Pisa dove vinse il concorso alla Scuola Normale Superiore, nella quale  ebbe  grandi professori e vitto e alloggio pagati dallo stato. Dopo due anni alla Normale passò poi a Firenze per seguire Salvemini che nel frattempo si era spostato a insegnare nel capoluogo toscano.

La prima guerra mondiale portò Augusto Torre allo scalo ferroviario di Ravenna e prima che la guerra finisse conobbe sua moglie e la sua casa dove trovò piacevole fermarsi per il resto della sua vita. Nacque suo figlio e Augusto iniziò a lavorare prima come professore di storia e poi come preside in vari istituti di istruzione secondaria. Gli scambi epistolari con Salvemini non cessarono affatto neppure durante la seconda guerra mondiale che obbligò Salvemini all’esilio.

Torre non era un tipo di grandi parole, ma non si stancava mai di ripetere  “intelligenza uguale umiltà”; aspetto burbero ma dal grande cuore. La semplicità del suo linguaggio anche in discorsi e conferenze su temi non proprio banali è sicuramente la dote che lo ha  caratterizzato come un grande professore.

Dopo aver preso parte alla prima guerra mondiale si era stabilito definitivamente a Ravenna nel 1922, vincendovi una cattedra di materie letterarie e poi dedicandosi brillantemente alla carriera direttiva nel secondario superiore, che in breve tempo lo avrebbe  visto autorevole preside nei licei scientifici e nelle scuole magistrali della sua città di adozione, quella che sarebbe diventata anche la sede e l’oggetto stesso di buona parte dei suoi studi prediletti.

Divenuto vicepresidente della Società di Studi Romagnoli e poi vicepresidente della Deputazione Romagnola di Storia Patria, ha tenuto pure per incarico dal 1956 al 1960 l’insegnamento di storia moderna presso la Facoltà di Lettere dell’ateneo bolognese, ed è stato chiamato più volte a collaborare presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

Torre ha contribuito alle ricerche storiche, sia nella nostra Società di Studi Romagnoli, sia presso la Deputazione di Storia Patria per le province di Romagna. Si impegnò,inoltre, in scritti di storia contemporanea, con particolare riguardo ai densi e originari contributi sulla politica estera e italiana del XIX e XX secolo. Torre scrisse oltre 100 scritti editi, dei quali almeno una quarantina sono dedicati al Medioevo, si occupò, infatti, anche della storia medioevale ravennate romagnola.

Torre è stato il primo degli anni 20 a praticare a Ravenna nuovi orientamenti ed interessi di ricerca storica, a reintrodurre negli studi locali il rigore dell’indagine documentaria contribuendo indubbiamente a rinnovare gli studi ravennati che, per certi aspetti, tendevano a ristagnare e a ripetersi in un ambito puramente storico, artistico o storico-letterario.

I suo studi di politica internazionale si incentrano su due grandi temi: la prima guerra mondiale nei suoi prodromi e nelle sue conseguenze, la politica estera italiana e più in generale l’assetto internazionale dell’Europa nel quarantennio che va dal compimento dell’unità germanica e italiana e la prima guerra mondiale.

A Ravenna, inoltre, sono intitolate a suo nome una scuola elementare e una strada.

La scuola elementare Augusto Torre è stata costruita tra il 1969 e il 1970 su progetto dell’architetto Romeo Ballardini (1930-1998), architetto e docente universitario a Venezia.
La scuola è intitolata al Professore Augusto Torre (1890-1977), docente di storia e letteratura, preside dell’Istituto Magistrale e del Liceo Scientifico di Ravenna, che tra le numerose opere di storiografia scrisse anche ‘Ravenna, storia di 3000 anni’.